CURIOSITÀ

Detersivi tossici, le marche analizzate sono tutte contaminate: non si salvano nemmeno quelle “green”: rischio elevatissimo

La quantità di detersivi tossici in vendita nei supermercati è incredibile. Un’indagine ha svelato la verità coinvolgendo anche prodotti bio.

I consumatori devono fare attenzione ai marchi di detersivi acquistati per pulire casa. In alcuni casi le etichette sono ingannevoli o comunque contengono sostanze tossiche, altro che composizioni naturali.

Un problema che si sta verificando sempre più spesso negli ultimi anni riguarda etichette non veritiere. Prodotti spacciati per biologici che in realtà non lo sono affatto, anzi contengono sostanze tossiche di cui il consumatore ignora l’esistenza. Leggere l’etichetta, diciamo la verità, non è un’abitudine comune. Tante persone si fidano di un marchio perché noto o perché utilizzato da sempre non soffermandosi sugli ingredienti indicati.

Eppure c’è chi pur leggendo l’etichetta viene ingannato perché alcuni ingredienti chiave non sono facili da leggere. Compra prodotti apparentemente naturali convinto che siano più sicuri per la salute e per l’ambiente quando invece sono altamente inquinanti. La certificazione dei detersivi ecologici, ad esempio, a volte è reale, altre volte il richiamo alla naturalità è pura finzione. Purtroppo non è facile distinguere un marchio di qualità da un altro inquinante.

Quali marche di detersivi sono risultate tossiche e pericolose per la salute e l’ambiente

Il greenwashing è una pratica da combattere. Far passare detersivi come ecologici quando non lo sono è un problema da debellare. Recentemente sono stati ritirati prodotti per igiene personale e profumi per Lilial. Leggendo le etichette si scopre come questa sostanza allergizzante sia contenuta in numerosi marchi anche molto noti anche se dal 1° marzo 2022 l’UE ha inserito il Lilial nella lista delle sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione e quindi non utilizzabili.

Leggere le etichette per evitare detersivi tossici (Malorarivista.it)

Potrebbero essere rimaste in commercio confezioni prodotte prima del divieto d’uso, leggere l’etichetta rimane fondamentale. Ma il divieto non riguarda i prodotti per la pulizia delle casa, solo profumi e articoli per la cura della persona. Tornando alla questione del greenwashing, un’analisi francese condotta dalla rivista 60 Millions de Consommateurs su prodotti per la pulizia della casa ha valutato gli ingredienti considerati ecologici.

I risultati hanno riportato come tutti i prodotti green siano decisamente poco verdi, chi più chi meno. Il noto marchio Cif, ad esempio, contiene allergeni come geraniolo e limonene e conservanti irritanti per la pelle e dannosi per la pelle. Anche il marchio Ajax nasconde pericoli a causa di una fragranza che potrebbe essere un interferente endocrino e di un disinfettante che potrebbe causare ustioni.

Valentina Trogu

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