CURIOSITÀ

Non è detto che tu debba per forza aspettare i 67 anni per la pensione: così ci vai prima e ti godi l’estate

Non dovrai più tornare a lavorare dopo le vacanze: puoi andare in pensione ben prime dei 67 anni con questo metodo.

Il tuo sogno è una vita in vacanza? Sappi che quest’anno potrai goderti mare e sole senza il pensiero di dover tornare a lavorare a settembre. Se soddisfi determinati requisiti, infatti, potrai accedere alla pensione prima di aver compiuto 67 anni.

Al momento – non essendo ancora stata cancellata la legge Fornero – per andare in pensione è necessario avere almeno 67 anni e non meno di 20 anni di contributi. Chi non soddisfa questi due requisiti contemporaneamente, dovrà continuare a timbrare il cartellino e, in alcuni casi, dovrà lavorare anche fino a 70 anni oppure oltre.

Lavorare così a lungo non piace davvero a nessuno. Specialmente se si svolge un lavoro particolarmente faticoso. Nel nostro Paese esistono diverse misure di prepensionamento ma o richiedono un numero di contributi altissimo oppure si rivolgono a categorie lavorative molto specifiche. Ma c’è una strada poco conosciuta che, anche con pochi contributi, ti consente di lasciare il lavoro prima di aver compiuto 67 anni.

In pensione prima dei 67 anni: ecco chi può riuscirci

Vorresti goderti le vacanze senza il pensiero di dover tornare a lavorare a settembre? Ora puoi farlo. Una misura ti permette di smettere di lavorare a 66 anni e 7 mesi. Dunque ti godi le vacanze e poi niente più ufficio o fabbrica. Vediamo come funziona questa opzione.

Ecco chi può andare prima in pensione/Malorarivista.it

L’età pensionabile non è fissa. Essa aumenta ogni due anni in relazione all’aumento dell’aspettativa media di vita. L’ultimo scatto in avanti è stato fatto nel 2019 quando l’età pensionabile è passata da 66 anni e 7 mesi a 67 anni. Da allora non è stato fatto più nessun aumento in quanto la pandemia di Covid ha fatto registrare un abbassamento della durata media della vita in Italia.

Non tutti lo sanno ma ci sono categorie che sono escluse dall’ultimo aumento dell’età pensionabile e che, quindi, possono ancora andare in pensione a 66 anni e 7 mesi anziché a 67 anni. Si tratta di chi svolge lavori usuranti o gravosi o di chi lavora durante la notte. In quest’ultimo caso è necessario svolgere turni di almeno 6 ore durante la notte per almeno 64 notti all’anno.

Chi svolge mansioni usuranti o gravose o chi lavora almeno 64 notti all’anno, quindi, può accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi. Tuttavia non bastano 20 anni di contributi: bisogna averne almeno 30. Per quel che riguarda l’importo della pensione non sono previsti ufficialmente dei tagli sull’assegno previdenziale ma, di fatto, andando in pensione un po’ prima, inevitabilmente l’assegno sarà un po’ più basso.

Ricordiamo, infatti, che con il sistema contributivo, l’insieme dei contributi viene moltiplicato per un coefficiente di trasformazione che aumenta con l’aumentare dell’età anagrafica. va da sé, pertanto, che il coefficiente di trasformazione di chi va in pensione a 66 anni e 7 mesi sarà più basso di chi va in pensione a 67 anni. Di conseguenza la pensione sarà leggermente più bassa. 

Samanta Airoldi

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